mercoledì 24 settembre 2014

Der Regenmeister: GP Svizzera 1938

Paradossalmente, vorrei iniziare questo articoletto su Caracciola partendo proprio dal grande avversario di Rudi ... Rosemeyer. 
Pur consapevole di dover, necessariamente, procedere per esemplificazioni, non me la sento di banalizzare eccessivamene il raffronto tra i due affermando che Bernd fosse il più talentuoso ma Caracciola il più grande (un bel modo per non scontentare nessuno).
Ammetto che, semplicemente, sono più il tipo da "esagerazione alla Rosemeyer" .. da impresa nella nebbia, tanto per capirci. 
Rieccoci all'esemplificazione (si è detto in premessa non poterne fare a meno): ma se l'esemplificazione non fa torto a Rosemeyer, la stella cometa più luminosa, invece non rende del tutto giustizia a Caracciola.     
Caracciola è un pilota secondo me più complesso da dipanare (un po' come Prost): Caracciola va raccontato, ed ogni episodio va riferito al contesto. 
Mi verrebbe da dire: Caracciola un talento perfettamente calibrato, misurato, ma una misura che non è assenza di talento, di rischio.  
Ecco c'è un episodio che forse è significativo, ma c'è il rischio che sia ingannevole. 
In occasione del fatale tentativo di record di velocità di Rosemeyer, Caracciola lo avvicina suggerendogli di non provare per via del vento (e qui si aprirebbe una storia parallela sul perché di quell'incidente, ma sul punto ci sono interventi di spessore come quelli di Zana a cui rimando).
Ha detto di Rosemeyer, proprio il nostro Caracciola: "Bernd non sapeva letteralmente cosa fosse la paura e questo a volte non è una buona cosa."
Ma c'è un'altra dichiarazione, quella del Dr. Porsche, che ebbe a dire che Bernd non prendeva rischi sciocchi. Piuttosto, egli poteva fare cose che altri non potevano ..
Chi ha ragione? Forse entrambi. Semplicemente, Caracciola è l'incarnazione di un equilibrio perfetto. Rosemeyer l'incarnazione dell'oltre il limite. E rieccoci all'esemplificazione .... 
Facciamo un passo indietro, sul concetto di Caracciola come pilota misurato, equilibrato. 
Non è facile correlare questo concetto con quello di Caracciola mago della pioggia. 
Eppure questa caratteristica, quella di "Regenmeister", è quella che maggiormente distingue e persino individua Caracciola.
Rudi è DER Regenmeister. 

Una più semplice correlazione, è quella tra l'appellativo di Mago della Pioggia, attribuito al nostro Caracciola, e la corsa per il GP di Svizzera del 1938. 
Sotto una pioggia battente, Seaman scatta dalla pole e prende subito il via, inseguito da Stuck e dal nostro Rudi.
Una decina di giri, e Caracciola, nel frattempo secondo dopo aver passato Stuck, si lancia, alla cieca, in un sorpasso in una nuvola d'acqua nebulizzata, ai danni del compagno Seaman, fin lì autore di una gara di altissimo profilo. 
Così, nella giornata "no" di Lang, Caracciola firma un successo pesante anche in relazione al Campionato (che Rudi avrebbe fatto suo dopo la gara di Monza).

-Bernd508-